Fuori dall'inquadratura
Ci sono immagini che si possono comprendere soltanto osservando ciò che la regola dei terzi mette a fuoco.
Altre no.
Si può osservare una scena, coglierne i dettagli e aspettare il momento giusto per fermarla in uno scatto.
Poi rimane qualcosa fuori dal campo.
Un punto di vista che non è possibile osservare.
Ed è lì che lo sguardo trova il suo limite.
Uno scatto mostra ciò che è stato scelto di mostrare, ma non necessariamente il motivo per cui è stato scelto. Non basta guardare il risultato: conviene chiedersi quali scelte lo determinano, dalla luce al taglio dell’inquadratura.
Quando manca una prospettiva, ciò che si vede non può essere interpretato con certezza. Si possono formulare ipotesi, confrontare possibilità, cambiare angolazione, ma ciò che manca continua a non essere visibile.
In post-produzione si può correggere l’esposizione, recuperare le ombre, ritagliare. Ma ciò che non siamo riusciti a catturare non si può ricostruire, per quanto lo si cerchi.
Allora resta una possibilità che spesso dimentichiamo:
smettere di cercare un’altra angolazione.
Smettere di cercare l’errore.
Mettere a fuoco quell’istante.
